Archivio mensile luglio 2015

Diadmin

Calcestruzzi speciali ad alta resistenza meccanica (HSC).

I calcestruzzi ad alta resistenza meccanica (HSC HighStrength Concrete) fanno parte della famiglia dei calcestruzzi speciali; la resistenza meccanica caratteristica cubica a compressione a 28 giorni è generalmente compresa tra 60 – 105 MPa.

Tali resistenze possono essere raggiunte grazie all’impiego combinato di fumo di silice e additivi superriduttori di acqua al fine di conseguire rapporti acqua/legante così bassi da poter ambire al raggiungimento di prestazioni meccaniche elevate. I bassi rapporti a/c con cui questi conglomerati vengono confezionati li rende, grazie alla ridotta permeabilità, alla presenza del fumo di silice e, quindi, alla riduzione della dimensione media dei pori, praticamente insensibili a qualsiasi attacco proveniente dall’ambiente, incluso quello legato all’azione dei cicli di gelo‐disgelo. Pertanto i calcestruzzi di altissima resistenza meccanica sono resistenti e durevoli in tutte le classi di esposizione ambientale previste dalla UNI 11104.

Questi calcestruzzi hanno inizialmente trovato impiego nella realizzazione di opere di ingegneria che durante la vita di servizio sono particolarmente sollecitate da carichi statici e dinamici (travi ed impalcati di ponti di grande luce, pilastri di edifici multipiano “a torre”) o da azioni particolarmente aggressive da parte dell’ambiente in cui si trovano durante la loro vita di servizio (piattaforme marine, tunnel sottomarini).

Una nuova tendenza di utilizzo è quella che li vede protagonisti nelle opere di architettura ed ingegneria civile, anche meno sollecitate delle precedenti, per sfruttarne le caratteristiche di elevata resistenza, attraverso una diversa ed accurata progettazione sia delle strutture, che delle fasi di getto e disarmo in cantiere. Con questi calcestruzzi è infatti possibile avere una maggiore durabilità, in conseguenza del basso rapporto acqua/cemento, e una maggiore produttività sia in fase di getto, per le elevate lavorabilità degli impasti, che in fase di armo/disarmo, per il veloce sviluppo delle resistenze meccaniche. I calcestruzzi ad alta resistenza, inoltre, possono essere utilizzati anche per la realizzazione di contenitori destinati al ospitare scorie di materiale radioattivo o comunque nocivo per la salute dell’uomo.

Ultimamente trovano impiego nella realizzazione di elementi per opere fognarie, in quanto garantiscono una durabilità elevatissima e resistenza sia ai carichi di servizio che alla movimentazione, notevolmente superiori ai normali calcestruzzi con resistenze caratteristiche cubiche a compressione 35 – 45 MPa, precedentemente utilizzati.

Share
Diadmin

Nuove leggi su appalti pubblici e centri storici in Sicilia.

Approvato  il disegno di legge  che riforma la normativa regionale in materia di appalti pubblici, da oggi legge regionale, sugli appalti pubblici”, ha commentato il deputato Cinquestelle Sergio Tancredi, primo firmatario del Ddl che “salverà imprenditori e siciliani dal blocco continuo degli appalti pubblici, pratica frequente a causa degli eccessivi ribassi che impedivano il completamento delle opere nella nostra regione”.

Il testo, inoltre, mira a contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle gare pubbliche. Nata in seno alla commissione Ambiente, presieduta del parlamentare M5S Giampiero Trizzino, la nuova legge è stata oggetto di un confronto tra numerose categorie professionali, dirigenti regionali ed esperti del settore.

ELIMINAZIONE DEGLI ECCESSIVI RIBASSI CHE HANNO DI FATTO BLOCCATO MOLTE OPERE. “Il testo – continua Tancredi – offrirà finalmente una boccata d’ossigeno alle aziende siciliane. La soglia di anomalia di questa norma, infatti, introduce una variabile che rende impossibile la creazione di offerte anomale e, quindi, mai più ribassi così elevati; il tutto ovviamente, senza ledere la concorrenza”.

La nuova legge introduce infatti un diverso calcolo di soglia delle anomalie consentendo alle stazioni appaltanti, nel caso di criterio di aggiudicazione al prezzo più basso, di escludere le offerte eccessivamente distorsive. Inoltre, prevede una variabile di casualità che dovrebbe rendere difficile, se non impossibile, la formazione di “cordate” e fenomeni di turbativa d’asta.

SOLLEVATI DUBBI DI INCOSTITUZIONALITÀ. Dall’ufficio legislativo dell’Assemblea regionale siciliana era però arrivata la bocciatura della norma, e tuttavia la presidenza dell’Ars ha rimandato la decisione all’Aula che ha dato il via libera. In una nota gli uffici osservano che “continuano a persistere i profili di criticità già espressi, relativamente alla scelta della Regione di discostarsi dalla normativa statale in tema di qualificazione e selezione dei concorrenti, procedure di affidamento e criteri di aggiudicazione”.

Il presidente della prima commissione Affari istituzionali, Antonello Cracolici (Pd), aveva presentato una pregiudiziale di costituzionalità, respinta tuttavia quasi all’unanimità dalla Sala d’Ercole. “Una legge analoga vige da più di 10 anni in Valle d’Aosta e non ha mai subito alcuna impugnativa, le motivazioni addotte dal collega deputato del Pd non sono suffragate dalla Consulta”, ha dichiarato il presidente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino.

SODDISFATTI I COSTRUTTORI EDILI. “Ringrazio – ha dichiarato il vicepresidente vicario dell’Ance Sicilia, Salvatore Arcovito – il governo regionale, in particolare l’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pizzo, la presidenza dell’Ars e tutti i deputati regionali per l’intenso lavoro svolto negli ultimi due anni per elaborare un testo condiviso al quale hanno dato il loro contributo le 21 sigle del mondo delle costruzioni e delle parti sociali riunite nella Consulta regionale delle costruzioni, nonché per il confronto serrato ma costruttivo nel quale ciascuno ha espresso chiaramente la propria posizione. Alla fine, su un provvedimento fondamentale per la nostra economia e che dice no a mafia, corruzione e truffe, tutte le forze presenti in Aula, di maggioranza e di opposizione, hanno espresso un voto quasi unanime, segno che sui provvedimenti fondamentali per la nostra economia e per l’affermazione della legalità la politica sa ritrovare unità e senso di responsabilità. Viene consegnata alla Sicilia una norma che imprimerà una svolta importante nel settore delle opere pubbliche da troppo tempo attanagliato da crisi e malaffare”.

Nel fine settimana i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil e le associazioni Ance Sicilia, Confapi Sicilia e Anaepa-Confartigianato, temendo che le polemiche sulla legittimità costituzionale della norma finiscano per interrompere il dibattito a Sala d’Ercole, si sono riuniti d’urgenza per sollecitare i deputati dell’Ars alla rapida approvazione del disegno di legge prima della finestra legislativa dedicata all’assestamento di bilancio. “Troppe opere che crollano, troppi incidenti mortali nei cantieri, centinaia di chiusure di imprese e oltre centomila licenziamenti: l’edilizia in Sicilia – hanno ricordato i sindacati e le associazioni di categoria in una nota congiunta – sconta non solo le conseguenze della crisi, ma anche gli effetti di un mercato inquinato dalla concorrenza sleale di imprese opache che risparmiano su tutto grazie alla mancanza di trasparenza e di controlli, alla corruzione, alla pressione della criminalità organizzata sulle procedure di affidamento dei lavori”.

NUOVA LEGGE SUI CENTRI STORICI. L’Assemblea regionale siciliana ha approvato (all’unanimità) anche il disegno di legge sui centri storici. “E’ stato un lavoro di squadra che ha coinvolto ordini professionali, Università e rappresentanti degli Enti locali”, sottolinea il deputato dell’Ars Anthony Barbagallo (Pd).

“Entro otto mesi dalla pubblicazione della legge – spiega il parlamentare Pd – i Comuni avranno l’obbligo di dotarsi dello studio di dettaglio, così come previsto dall’articolo 3, che prevede, tra gli altri, due strumenti innovativi nella legislazione siciliana: la ristrutturazione edilizia con modifica di sagoma e la ristrutturazione urbanistica. Quella che abbiamo appena approvato – conclude Barbagallo – è una legge che restituisce vita ai centri storici aprendo la strada ad una fruizione intelligente e agevole, basti pensare alla prevista possibilità di prevedere all’interno del centro storici interventi di edilizia economica e popolare per le giovani coppie”.

 

Share
Diadmin

Edilizia, la ripresa non si vede.

Il settore del credito racconta di un inizio di primavera per l’erogazione dei mutui, che a ben vedere è per lo più spinta dalla richiesta di surroga da parte dei contraenti. Tanto che il settore delle costruzioni si ritrova a denunciare ancora la “notte fonda” che avvolge per le imprese italiane del settore. Lo fa in particolare Confartigianato, che ricorda come a febbraio 2015 il valore della produzione sia sceso dell’1,3% rispetto a gennaio. Una tendenza negativa simile a quella registrata in Europa, con una flessione dell’1,8% nell’Eurozona e dell’1,2% nell’Ue a 28.

Ma, valutata su base annua, la situazione delle costruzioni nel nostro Paese rimane decisamente peggiore rispetto all’Europa: negli ultimi 12 mesi (marzo 2014-febbraio 2015) la produzione del settore in Italia è calata del 5,8% rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo, invece, l’Europa mostra un aumento dell’1,6% e nell’Eurozona l’attività delle imprese edili è stabile, con un incremento dello 0,4%. In Italia, tra marzo 2014 e febbraio 2015, la produzione delle costruzioni è inferiore del 42,5% rispetto al picco pre crisi del periodo settembre 2007-agosto 2008.

L’associazione ha dunque tracciato l’andamento del comparto tricolore mettendolo in relazione alla diversa velocità di ripresa registrata altrove. E’ il caso, ad esempio, della Spagna, che pure dalla bolla immobiliare è stata ampiamente scottata. Tra marzo 2014 e febbraio 2015, l’economia iberica ha manifestato la maggiore crescita della produzione delle costruzioni: +14,7%, in forte recupero dopo il dimezzamento registrato tra il 2006 e il 2012. In ripresa anche le aziende edili del Regno Unito con un aumento del 4,3%, seguite da quelle tedesche che registrano una crescita dello 0,4%. Francia in controtendenza con una diminuzione del 4,7%, dice Confartigianato.

Il riflesso del mercato non può non sentirsi dulle condizioni dell’occupazione: nel 2014 le costruzioni hanno perso 96.000 posti di lavoro (-6,2%) e hanno toccato il minimo storico di 1.454.000 occupati. Un dato in controtendenza rispetto al trend dell’occupazione complessiva che, a fine 2014, segna un incremento di 131.600 unità, al quale ha contribuito l’aumento dell’1,5% di occupati nel manifatturiero e la crescita dello 0,9% di posti di lavoro nei servizi. Negativo il bilancio anche per le 536.814 imprese artigiane che operano nelle costruzioni, pari al 38,8% del totale dell’aziende artigiane, che danno lavoro a  835.963 addetti. Nell’ultimo anno sono diminuite del 2,8%, con una perdita di  5.646 imprese.

“Attenzione – mette in guardia il presidente di Confartigianato Edilizia, Arnaldo Redaelli – a leggere come immediatamente positivi i dati sulla forte crescita del numero dei mutui casa. Il comparto dell’edilizia versa ancora in una situazione di profonda crisi. Siamo di fronte sia ad una rinegoziazione dei tassi d’interesse che rendono i mutui più sostenibili per

chi già li possiede, ma anche ad una forte spinta da parte del settore bancario che cerca in questo modo di favorire la messa in circolo sul mercato del vecchio invenduto in modo da consentire il rientro di somme ingenti anticipate negli anni di inizio crisi ai grandi immobiliaristi”. Fonte: www.repubblica.it

Share
Diadmin

Edilizia, crisi continua a mordere.

Il settore delle costruzioni non è uscito dal tunnel della crisi. Nel primo trimestre 2015 il numero delle aziende del comparto è calato dell’1,4% e gli occupati hanno visto una contrazione dell’1,2% su base annua. Complessivamente da marzo 2008 a marzo 2015, l’edilizia ha perso un quarto della forza lavoro (460.400 occupati in meno), di cui 87.053 imprenditori e 373.374 lavoratori. Sono i dati che emergono da un rapporto di Confartigianato presentato oggi all’Assemblea di Aanepa Confartigianato Edilizia. Negativo anche il valore delle Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/Z8Q7Cb

 

Share