Archivio mensile giugno 2017

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Regione Sicilia,modelli unificati e standardizzati per l’edilizia.

La Regione Sicilia ha approvato i moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia edilizia, adottati con deliberazione della Giunta regionale n. 237 del 14 giugno 2017 in conformità alle determinazioni della Conferenza Unificata del 4 maggio 2017 con la quale è stato sancito l'”Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali concernente l’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze“, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.128 del 5 giugno 2017 – Supplemento Ordinario n. 26.

Questi i modelli adottati dalla Regione Sicilia:

1.Mod.PdC – presentazione dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire (PdC) ex art.10 del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 5 della l.r. n. 16/2016;

2.Mod.SCIAlett.f – segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ex art. 22 del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 10 della l.r. n. 16/2016;

3.Mod.SCIAlett.g – segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) alternativa al permesso di costruire, ex art. 23 del DPR n. 380/2001, recepito dall’art. 1 della l.r. n. 16/2016;

4.Mod.CIL – comunicazione di inizio lavori (CIL), relativa agli interventi di edilizia libera ex art. 6, comma 2 del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 3 della l.r. n. 16/2016;

5.Mod.CILA – comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), relativa agli interventi di edilizia libera ex art. 6, comma 3 del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 3 della l.r. n. 16/2016;

6.Mod.DIA – dichiarazione di inizio attività (DIA) relativa agli interventi di edilizia libera ex art. 22, comma 4, del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 10 della l.r. n. 16/2016;

7.Mod.SCA – segnalazione certificata di agibilità (SCA) ex art. 24 del DPR n. 380/2001, recepito dinamicamente dall’art. 1 della l.r. n. 16/2016, sostituito dall’articolo 3, comma 1, lett. l) del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222;

8.Mod.CFL – alla comunicazione di fine lavori (CFL) ex art. 6, comma 4, del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 3 della l.r. n. 16/2016 e art. 22, comma 3, del DPR n. 380/2001, recepito con modifiche dall’art. 10 della l.r. n. 16/2016.

Ecco i link:

Modulistica in materia edilizia

D.A. n. 186/Gab del 19/06/2017

Modulistica

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Mezzi pesanti: calendario dei divieti 2017

Il provvedimento ha obiettivo di garantire migliori condizioni di sicurezza nei periodi di maggiori traffico.

Il Decreto Ministeriale n. 439 del 13 dicembre 2016 “Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l’anno 2017” è stato registrato alla Corte dei Conti, Reg.1, Foglio 4616.

Le limitazioni previste nel calendario interessano veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate adibiti al trasporto merci, quelli eccezionali o che hanno carichi eccezionali e quelli che trasportano mCalendario dei divieti di circolazione 2017 n. 439 del 13.12.2016_0erci pericolose.

Non si applicano, invece, ad alcuni tipi di veicoli e di trasporti precisati nel decreto, come, ad esempio, i mezzi dei Vigili del fuoco per interventi di emergenza, i veicoli militari e di polizia per esigenze di servizio, i veicoli dei Comuni adibiti al servizio di nettezza urbana. In alcuni casi l’autorizzazione a circolare nei giorni di divieto deve emessa dal Prefetto.

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Nuova edilizia contro crisi, con ecobonus +12,3% investimenti nel 2016.

Da una nuova edilizia legata alla qualità, al recupero, all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismica può venire una spinta al rilancio dell’economia interna insieme a una riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento delle nostre città. Lo dicono i numeri: lo scorso anno il credito di imposta per le ristrutturazioni e l’ecobonus hanno generato 28,2 miliardi di euro di investimenti, con un incremento del 12,3% sul 2015, e attivato 419 mila posti di lavoro tra diretti e indotto. Non solo.

Tra 2007 al 2016, gli anni della crisi, i lavori di manutenzione straordinaria incentivati con il credito di imposta sono stati pari a 190 miliardi di euro. Tanto che oggi il 79% del valore della produzione del settore edilizia si deve alla riqualificazione del patrimonio esistente. A delineare il cambio di passo sono i dati del rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi” di Cresme e Fondazione Symbola.

Gli incentivi fiscali, segnala lo studio, sono stati l’unico motore positivo per l’edilizia, che ha pagato la crisi più di altri settori perdendo 600 mila posti di lavoro dal 2008. Oggi, suggeriscono Symbola e Cresme, possono giocare un forte ruolo di rilancio e orientamento del settore anche grazie al nuovo “sismabonus” che consente detrazioni sino all’85% dei costi sostenuti. “Per rilanciare il nostro mercato interno e l’occupazione non possiamo ripartire dalla vecchia edilizia speculativa, quella del cemento e del consumo di suolo” scandisce il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci.

Per Realacci, dunque, “bisogna cambiare rotta puntando verso quella nuova edilizia che è già in marcia e che incrocia le sfide della sicurezza antisismica, della ricostruzione post-terremoto, dell’efficienza energetica, della riqualificazione e rigenerazione urbana”. “Occorre -prosegue ancora- una manutenzione intelligente di questi strumenti, garantendo una maggiore efficacia delle misure per il risparmio energetico e un pieno utilizzo, con adeguati strumenti finanziari per gli incapienti, del nuovo potente sismabonus per la messa in sicurezza antisismica”.

Il prossimo ciclo edilizio, sottolinea il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, “potrebbe essere definito come il ‘primo ciclo dell’ambiente costruito‘”, sottolineando “da un lato l’importanza della riqualificazione del patrimonio esistente, ormai pari al 79% del valore della produzione del settore nel 2016, e dall’altro che questo mercato non può essere più solo letto attraverso la sua variabile ‘edilizia’, ma attraverso l’integrazione tra costruzioni, impianti e servizi”.

Il rapporto dimostra come le ristrutturazioni incidano positivamente sul valore dell’immobile: a fronte di un intervento medio di 14.500 euro, un’abitazione ristrutturata aumenta il suo valore di 65.750 euro. Mediamente le case ristrutturate immesse sul mercato nel 2016 hanno avuto un valore del 29% superiore a quelle non ristrutturate. E hanno un prezzo medio superiore anche rispetto alle case nuove. A titolo puramente indicativo si può ipotizzare che se tutte le abitazioni messe sul mercato immobiliare nel 2016 fossero riqualificate, il valore del patrimonio edilizio residenziale in offerta sarebbe rivalutato di 20 miliardi di euro.

Per sfruttare gli strumenti di questo ‘fisco buono’ gli italiani devono esserne a conoscenza. Da un sondaggio Ipsos realizzato per Symbola emerge che il 76% degli italiani conosce l’ecobonus, il 15% dei quali afferma di averlo utilizzato. Il sismabonus è invece meno noto: a oggi il 46% degli italiani non ne conosce l’esistenza. E questo nonostante che sette italiani su dieci si dicano propensi a spendere di più per avere case più sicure dal punto di vista sismico e con maggiore efficienza energetica.

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