RFI a Webuild appalto per la Fiumefreddo-Taormina/Letojanni

per un importo di circa 640 mln di euro, la gara d’appalto integrato per il raddoppio della tratta ferroviaria Fiumefreddo-Taormina/Letojanni lungo la Messina-Catania. I lavori – spiega FSNews – saranno assegnati a un consorzio di imprese che vede come capofila Webuild, e imprese mandanti Pizzarotti e Astaldi. La Fiumefreddo–Taormina/Letojanni rappresenta il primo lotto funzionale della tratta che da Fiumefreddo raggiunge Giampilieri, altro fondamentale tassello verso la realizzazione dell’intero asse Palermo-Catania-Messina, opera inserita nell’elenco di quelle affidate dal Governo ad un commissario straordinario. Già il completamento di questo primo lotto, e da qui l’aggettivo “funzionale”, porterà benefici sia per i passeggeri che per il trasporto merci. In prospettiva si creeranno i presupposti tecnici per una riduzione dei tempi di viaggio tra Messina e Catania, un potenziale incremento di corse nonché la circolazione di treni merci a standard europei. L’intervento prevede la realizzazione di 15 chilometri di nuova linea a doppio binario, di cui 10 in galleria, tra Fiumefreddo e Taormina, con un collegamento per la stazione di Letojanni. Nell’ambito dei lavori saranno realizzate le stazioni di Fiumefreddo/Calatabiano, di Giardini/Alcantara e quella interrata di Taormina, oltre che nuovi viadotti, tra cui uno sulla valle dell’Alcantara lungo circa 1 chilometro e con una campata di lunghezza 120 metri. Il 23 giugno è stata consegnata l’avvio della progettazione esecutiva del secondo lotto della tratta tra Taormina e Giampilieri, mentre sono in fase avanzata i lavori nel cantiere di raddoppio della tratta Bicocca-Catenanuova. Per gli ulteriori cinque lotti della Palermo-Catania sono stati ottenuti i pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al fine di avviare le Conferenze di Servizi per l’approvazione dei progetti definitivi.

Ance Catania, «Opere pubbliche e private a rischio.

Appalti privati, infrastrutture ed edifici pubblici a rischio. Questo l’allarme lanciato da Ance Catania, che paventa un pericoloso effetto domino che potrebbe scaturire dal “caro materiali”, criticità che continua ad allarmare imprenditori e aziende. «Sono molte le ditte appaltatrici che si trovano costrette a bloccare i lavori a causa dell’aumento sproporzionato del costo dei materiali edili», ammonisce il presidente dell’associazione etnea dei costruttori Rosario Fresta. «Per molte imprese – continua – è diventato insostenibile portare a termine gli appalti, aggiudicati secondo capitolati “pre-rincari” che fanno riferimento a costi totalmente differenti. All’aumento dei prezzi, inoltre, si aggiunge anche la difficoltà nel reperire le materie prime, fenomeno che sta causando la chiusura di molti cantieri impegnati sul fronte delle infrastrutture. Molte ditte, ove possibile, stanno procedendo con la rescissione contrattuale. È solo l’inizio di un effetto a catena che potrebbe rallentare o arrestare del tutto i lavori in ottica Recovery Plan. Non possiamo certo consentirlo».Da La Sicilia.

Depuratori gara da 2 milioni per Acireale

E’ partitala gara per l’affidamento delle indagini e della progettazione esecutiva-definitiva della rete fognaria che interessa i comuni di Zafferana Etnea e Santa Venerina rientranti nell’agglomerato di Acireale, in provincia di Catania. E’ una delle opere necessarie alla messa a norma dell’agglomerato, coinvolto nella procedura d’infrazione 2004/2034, su cui l’Italia è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria con sentenza di condanna di fronte alla Corte di Giustizia Europea. Per un importo a base d’asta poco superiore ai due milioni di euro e centoventi giorni di lavoro, l’affidatario dovrà realizzare tutti i rilievi e le indagini a supporto della progettazione per acquisire le più complete informazioni sulle aree d’intervento: la topografia, i sottoservizi con l’individuazione di eventuali ordigni bellici, la natura dei terreni e la verifica dell’interesse archeologico dell’area, indagini geognostiche e geotecniche, caratterizzazioni delle terre e rocce da scavo, verifica della consistenza della rete fognaria esistente. Da queste basi dovrà partire la progettazione definitiva ed esecutiva. Il soggetto vincitore dovrà occuparsi inoltre della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione del futuro cantiere. Dalla relazione di progetto di servizi si stimano in circa 93 i chilometri di rete, tra collettori principali e secondari, che dovranno sostanzialmente ridefinire il sistema fognario, oggi largamente carente o assente, dei due comuni a nord di Acireale. “Con questa nuova gara – spiega il sub commissario Riccardo Costanza – facciamo un passo in avanti su un agglomerato complesso, su cui insistono 11 comuni, dove dovranno essere realizzati le reti fognarie, oggi largamente carente, e il collettamento agli impianti di trattamento del refluo. Stiamo affrontando una criticità storica per il territorio acese – conclude Costanza – che questa Struttura, con la necessaria collaborazione degli enti di governo e le amministrazioni comunali, vuole superare al più presto”.

Zona arancione dal 01 Febbraio 2021

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, ha firmato nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire dalla mezzanotte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio. Sono in area arancione le Regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia di Bolzano. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla”. È questo il verdetto del ministero della Salute.